Cosa vedere a Firenze in 3 giorni?

by adminIM

72 ore, forse anche meno, bastano per innamorarsi del capoluogo toscano.

Non a caso è sia una delle città italiane più amate in tutto il mondo. Un museo a cielo aperto: Firenze conserva intatte la grazia e l’eleganza che l’hanno resa culla del Rinascimento. Noi ti suggeriamo un itinerario per visitare Firenze in 3 giorni e scoprire i suoi tesori più importanti, ma tanto sappiamo che ci tornerai.

Duomo, Campanile di Giotto, Battistero e Cupola del Brunelleschi a Firenze

La Cupola del Brunelleschi domina Firenze ed ancora oggi non c’è in tutta la città nessuna costruzione più alta. Il Campanile fu progettato da Giotto anche se non lo vide finito. Il Battistero è uno degli edifici più antichi di Firenze e sta lì dal IV secolo; con le sue magnifiche porte è una vera Bibbia per immagini. Il Duomo con la sua facciata in marmo bianco e verde rapisce lo sguardo. Non c’è in nessun altra parte del mondo un complesso di costruzioni così straordinarie. Siamo nel cuore di Firenze, di fronte a Santa Maria del Fiore, che tutti chiamano Duomo.

Una cattedrale di 153 metri di lunghezza, costruita in quasi 170 anni per fare invidia alle chiese delle rivali Pisa e Siena. Alla realizzazione di questo complesso parteciparono i più importanti artisti fiorentini: da Giotto a Brunelleschi, da Vasari a Talenti, da Arnolfo di Cambio a Lorenzo Ghiberti. Ogni visita di Firenze inizia da qui: con le teste verso l’alto e lo sguardo stupefatto, a chiedersi come hanno fatto gli uomini a creare una tale meraviglia.

Ponte Vecchio

Il Ponte più bello di Firenze e uno dei più fotografati del mondo, non è sempre stato un luogo chic. Anche se oggi sono le botteghe degli orafi ad attrarre carovane di turisti, fino al 1565 erano le botteghe dei verdurai e dei macellai a dominare il ponte. Quando venne costruito il Corridoio Vasariano degli Uffizi che sovrasta Ponte Vecchio, i beccai e i verdurai vennero fatti sloggiare a favore di orafi ed artigiani, ritenuti mestieri più adatti alla bellezza del luogo.

Palazzo Vecchio

Il miglior esempio di architettura civile trecentesca del mondo. Quello che gli impedisce di rientrare tutto in uno scatto è la “Torre di Arnolfo”, alta 94 metri e costruita verso il 1310, che porta sulla vetta la grande bandiera con il giglio fiorentino.

Il Museo degli Uffizi

Entra un Caravaggio, esce un Raffaello. Un Tiziano parte per una mostra all’estero ma intanto tornano gli angeli (famosi) di Rosso Fiorentino. Sono questi gli Uffizi, una specie di supermercato dell’arte, scrigno di capolavori di ogni secolo e meta sognata dagli amanti dell’arte di tutto il mondo.

Cappella Brancacci

Un angelo con la spada insegue Adamo ed Eva per cacciarli dal Paradiso. Adamo si copre il viso con la mano, piange e si nasconde dalla vergogna. Eva ha lo sguardo sfigurato dal dolore, che si offre alla vista perché le braccia sono impegnate a coprire il seno. È una scena straziante, uno dei punto più alti della storia dell’arte e si trova nella Cappella Brancacci di Firenze, nella Chiesa di Santa Maria del CarmineMasolino e Masaccio, vecchio e giovane, maestro ed allievo, hanno affrescato questa cappella insieme per volontà di Felice Brancacci. Non è facile distinguere gli affreschi di uno da quelli dell’altro. Il mecenate Brancacci li obbligò a lavorare sulle stesse pareti, per evitare che fossero troppo evidenti le differenze di stile. Ne è nato un percorso pittorico straordinario, che racconta la storia del peccato ed altri episodi della Bibbia e del Vangelo, lasciando stupefatti credenti e non.

Chiesa di Santa Maria Novella

L’interno è a tre navate in cui attira subito lo sguardo del visitatore il Crocifisso di Giotto, un’opera giovanile recentemente restaurata che pende dalla volta centrale. Nel transetto, all’interno della Cappella Strozzi, c’è uno splendido ciclo di affreschi di Filippino Lippi. La cappella maggiore o Tornabuoni, ospita un celebre ciclo affrescato del Ghirlandaio in cui i personaggio ritratti sono tutti personaggi importanti dell’epoca, compresi i Tornabuoni. Nella Cappella Gondi c’è il Crocifisso di Brunelleschi, unica opera in legno dell’artista. L’opera più importante di tutta Santa Maria Novella è la Trinità del Masaccio che rappresenta per l’arte qualcosa di assolutamente rivoluzionario. Gesù in croce ha ai suoi piedi la Madonna e S.Giovanni, con di lato i committenti dell’opera, i coniugi Lenzi. La volta che sta sopra Cristo sembra realmente esistente, tanto da portare Vasari a dire che “Sembra bucato quel muro“. La Madonna non guarda suo figlio che muore ma indica lo spettatore del quadro, rassegnata a un destino che deve compiersi per la salvezza di tutti uomini.

Galleria dell’Accademia

Chiamata anche Museo di Michelangelo, per l’abbondanza delle opere del genio fiorentino, la Galleria dell’Accademia attualmente accoglie anche sculture di altri artisti e dipinti che vanno dal XIV al XVI secolo. L’opera più importante della Galleria è senz’ombra di dubbio il David di Michelangelo che prima era esposta al vento e al freddo di Piazza della Signoria, ora sostituita da una copia. La statua ritrae l’eroe biblico nel momento in cui sta per affrontare il gigante Golia e simboleggia la vittoria dell’intelligenza e del coraggio contro la pura forza bruta. Michelangelo lavorò al David dal 1502 al 1504 usando un blocco di marmo che era stato precedentemente usato da Agostino di Duccio e Antonio Rossellino. Entrambi gli artisti abbandonarono la scultura perché giudicarono il marmo troppo fragile per sostenere il peso di una statua di 4 metri e 10. Michelangelo ovviò alla fragilità con interventi speciali rendendo il David un simbolo di perfezione formale e bellezza eterna che emerge nonostante freddezza del marmo.

Palazzo Pitti

Pitti attualmente è un importante complesso che comprende Gallerie e Musei, in cui sono magnificamente conservati importanti collezioni di dipinti e sculture, oggetti d’arte e porcellane. Fanno parte del complesso la Galleria Palatina, la Galleria di Arte Moderna.

Uniti a Palazzo Pitti ci sono i Giardini di Boboli dove i fiorentini amano trascorre il tempo libero per trovare un po’ di pace e sfuggire al caldo estivo circondati dalla gloria e dalla grandezza della famiglia dè Medici. Boboli, infatti, custodisce opere e costruzioni che documentano il gusto e la magnificenza di questa famiglia che è stata l’unica proprietaria di questo meraviglioso spazio verde fino alla metà del settecento, quando poi vi subentrarono gli Asburgo–Lorena, anche loro grandi amanti dell’arte.

Chiesa di San Lorenzo e Cappelle Medicee a Firenze

Surclassata per fama e bellezza dal Duomo di Santa Maria del Fiore, la Chiesa di San Lorenzo si è comunque ritagliata un posticino nel cuore di milioni di turisti. Questa chiesa è una delle più vecchie di Firenze ed è stata per 300 anni la cattedrale di Firenze.

Voluta dai Medici che la utilizzavano come parrocchia di famiglia, nel 1419 decisero di ampliarla e affidarono questo compito a Filippo Brunelleschi, che la trasformò in un vero e proprio capolavoro. Al suo genio dobbiamo la Sagrestia Vecchia in cui al genio di Brunelleschi si unì quello di Donatello. Sempre nella Basilica di San Lorenzo ma con accesso dall’esterno, si trova la Sagrestia Nuova con le Cappelle Medicee che accolgono le tombe di 50 esponenti della nobile famiglia fiorentina. La Sagrestia Nuova è il risultato del Genio di Michelangelo che iniziò i lavori nel 1520 e li portò avanti per circa 14 anni, con continue interruzioni, fino alla sua partenza per Roma dove fu chiamata per costruire la Cupola di San Pietro. Qui ci sono le tombe di Lorenzo Il Magnifico e Giuliano de Medici adornate dalla Madonna col Bambino, opera autografa di Michelangelo. Il vicino sepolcro di Lorenzo di Urbino e Giuliano di Nemours è impreziosito dall’allegoria del giorno e della notte, sempre di Michelangelo.

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